Ivonne & Vittorio [Wedding]

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Non è una location che capita certo tutti i giorni. La Tour Eiffel, Trocadero, la Senna sono stati la cornice di questa splendida giornata. Un matrimonio all’italiana in terra francese. Cosa si può desiderare di più se non la città romantica per eccellenza?

Bando alle ciance, come sempre, vi lascio alle foto.

Au revoir!

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L’Aquila, 2017.

È da tanto tempo che volevo pubblicare questo post, cercando di trovare le parole giuste per descrivere quello che ho provato, passeggiando (per la prima volta in vita mia, oltre tutto) per il centro de L’Aquila. Sono giunto alla conclusione che non esistano parole adatte, soltanto il silenzio.

Incredibilmente passeggiare per queste vie mi ha provocato una sorta di déjà vu. Ho rivissuto la stessa sensazione di quando da piccolo andavo a trovare il nonno al cimitero. La stessa, identica, sensazione che non provavo da anni. Il silenzio surreale, camminare tra le lapidi a debita distanza “per rispetto”, parlare sussurrando – poi chissà per quale motivo – ti viene spontaneo.

Il silenzio è l’unica parola che può accompagnare queste immagini.

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Angelo & Eleonora [Wedding]

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Cosa dire di questa splendida giornata? Un matrimonio con poco sfarzo, semplice, accogliente e pieno di sorrisi. Il tutto in una splendida cornice della campagna Ciociara. Angelo ed Eleonora hanno scelto un rito un po’ diverso dalla nostra tradizione, una funzione all’aperto officiata da volti amici, persone che hanno un ruolo importante nelle loro vite, e questo si percepiva dall’aria che si respirava. Spero di aver reso tutto questo osservabile nei miei scatti.
Buona visione ed in alto i calici per Angelo ed Eleonora!

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…e per concludere, non poteva mancare il video! Lo troverete suddiviso in tre parti a questo link: https://vimeo.com/francescodequattro

Buona visione!

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Avete presente quando uno a inizio anno si fa quella lista di cose che vuole assolutamente fare? Tipo buoni propositi, quelle cose là.

È il due gennaio, tieni ancora gli occhi abbottati ed il cotechino di traverso nello stomaco che ha come unico buon proposito quello di farsi digerire al prossimo capodanno. Sei sul divano con in mano quell’agenda brutta che ogni anno tuo zio ti regala, l’agenda di una banca sconosciuta color anziano e decidi di scriverci sopra.

“BUONI PROPOSITI 2016”

Oh io lo feci, ma la cosa più incredibile è quella di esser riuscito a mettere la spunta su ogni voce della lista. Si, ogni tanto succede, ogni tanto anche una gioia.

È stato un anno importante, quello in cui ho concluso il primo anno di lavoro di Assicuratore ed è andato meglio delle aspettative. Ho fatto progressi incredibili e ci sono ampi margini di miglioramento.

È stato l’anno delle soddisfazioni in ambito fotografico, l’anno in cui sono stato per la prima volta (e non sarà l’unica) in Palestina, esperienza che è rimasta indelebile sulla mia pelle. L’anno in cui ho realizzato un sogno, un libro fotografico del quale vado fiero, grazie alla collaborazione della Graffiti che ormai è la mia seconda casa.

Chiunque sfogli quel libro resta con la bocca spalancata perché si, concedetemi questa sboronata, le foto sono magnifiche.

È stato l’anno in cui ho finalmente preso la patente per la moto, l’anno in cui ho perso 13 chili ed ho iniziato a fare birra fatta in casa e lavorare il cuoio.

L’anno in cui sono cambiato talmente tanto che non mi riconosco, qualche ruga, un pelo bianco.

L’anno di Banksy, del bianco e nero, della Tunisia e dell’analogico.

L’anno dei viaggi in macchina con gli amici, minchia ho fatto almeno 10k chilometri quest’anno.

Che poi proprio a proposito di amici, è stato l’anno in cui ne ho sentito davvero la presenza, l’anno in cui ho consolidato un piccolo ma eccezionale gruppetto di persone con il quale condividere ogni cosa.

L’anno del post-apocalittico e di Mad Max.

Insomma l’anno di grandi soddisfazioni e progetti, tra i quali il più grande, quello di andare a vivere da solo, ma questo finirà su quell’orribile agenda 2017, come buon proposito, perché oh a quanto pare darsi degli obiettivi porta bene.

Sto rileggendo il post e ad un certo punto ho iniziato a leggerlo, anzi cantarlo, con la voce di Max Pezzali.

Vabbè.

Mantra.

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[…] I mantra sono antiche vibrazioni che hanno un enorme potere benefico su ogni aspetto dell’essere. Questi sono capaci di riequilibrare le energie interne, di creare una felicità profonda e di sbloccare delle situazioni – psichiche e sociali – in cui siamo incarenati.
Etimologicamente mantra significa qualcosa che libera (traya) la mente (manas) da tutto ciò che per noi è indesiderato: stress, paure, attaccamenti morbosi, ignoranza, superficialità, e così via. Una mente placida e rilassata ci consente di vivere la vita appieno. […]

A novembre dello scorso anno ho avuto l’occasione di assistere ad un Mantra in un tempio Induista. Tralasciando ogni aspetto religioso e spirituale che sicuramente non mi compete, posso soltanto confermare il fatto che si tratti di una situazione parecchio suggestiva.

I cuscini atterra, le luci delle candele, il profumo di incenso, i canti ripetitivi, gli strumenti a percussione, i cibi vegetariani e disquisizioni più filosofiche che religiose/dottrinali.

hare kṛiṣhṇa hare kṛiṣhṇa
kṛiṣhṇa kṛiṣhṇa hare hare
hare rāma hare rāma
rāma rāma hare hare

Ma come al solito, preferisco far parlare le foto.

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A day in Milan

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Era veramente tanto che non pubblicavo qualcosa da queste parti. È il momento di riprendere da dove avevo smesso e come si può intuire dal titolo, stavolta non si tratta di Roma.

Forse il titolo può risultare un po’ banale, ma personalmente questo post significa tanto per me. Una giornata, toccata e fuga, in una città a me praticamente sconosciuta. Tutto quindi molto di fretta, questi scatti sono il risultato sguardi lampo e occhiate fugaci, alcuni (molti di questi) li ho fatti mentre continuavo a camminare!

Come se… per un giorno fossi stato Milanese. Perché questa giornata veloce, frenetica, senza nemmeno fermarsi per scattare una foto, è un po’ quello che ho percepito essere lo stile di vita milanese. Sono sbrigativi, pratici, guai a fermarsi un attimo, guai a stare sulla sinistra sulle scale mobili e che mai ti venga in mente di arrivare in ritardo. Sono così, un  po’ l’opposto di noi meridonali, ma vabbè, non siamo qui a fare il solito discorso delle differenze nord-sud. Le differenze sono nella nostra testa, così come i confini.

Io per un giorno sono stato milanese, il giorno dopo sono stato romano. Chissà domani cosa sarò. L’importante è non fermarsi mai, non limitarsi mai ad uno stupido senso di appartenenza.

Ciao!

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Shooting day: Marta.

 

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Stavolta non vi parlo di un quartiere particolare di Roma, anche se le foto in questione sono state scattate nella splendida Villa Torlonia, non è lei il soggetto di questi scatti.

Lei si chiama Marta, una ragazza con la quale ho avuto il piacere di scattare. Suona l’arpa, ama la cultura medioevale, fantasy ed anche il gioco di ruolo dal vivo.

Insomma una bella collaborazione che spero, chissà, continui in futuro!

Enjoy.

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C’è da dirlo, tra i colori di Villa Torlonia e questi bellissimi vestiti, non potevo cedere al  bianco e nero. Ma come si dice in questi casi, ops, l’ho fatto di nuovo.

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