Liuteria Girardi

Ogni tanto capita di trovare dei veri tesori nascosti. Questo è uno di quelli, situato in una cittadina di mare del Sud del Lazio.

Lui è Gabriele Girardi, liutaio, chitarrista e grande amico che mi ha dato la possibilità di entrare nel suo laboratorio, questo “tesoro nascosto” sul lungomare di Scauri. Un posto magico, sicuramente molto di più di un semplice laboratorio, dove ovunque ti giri vedi vere opere d’arte tra intarsi, dettagli di madreperla e legni pregiatissimi.

“Sin da piccolo conservo una grande passione per la botanica e per le chitarre elettriche. Mi sono diplomato nel 2010 presso la Civica Scuola di Liuteria di Milano, nella sezione degli strumenti antichi. Ho seguito, sempre a Milano, un tirocinio formativo presso l’azienda “Liuteria Artigiana Jacaranda”, specializzata nella costruzione di chitarre e bassi elettrici, e successivamente ho frequentato il laboratorio del M° Lorenzo Lippi che invece si occupa per lo più di strumenti a guscio come mandolini e liuti.
Nel mio laboratorio mi occupo della costruzione di strumenti a pizzico, con una predilezione per gli strumenti a guscio come liuti rinascimentali/barocchi e mandolini moderni. Realizzo anche chitarre classiche da studio e da concerto, ispirate alla tradizione spagnola.
Per la realizzazione dei miei strumenti utilizzo legnami sceltissimi, esotici e non, effettuando anche ricerche storiche ed iconografiche.
Mi occupo ovviamente anche del restauro di strumenti antichi, anche ad arco, sia a livello conservativo che a scopo funzionale.
In bottega mi dedico anche alla liuteria moderna, effettuando riparazioni e modifiche per musicisti professionisti e non, e realizzando sporadicamente anche chitarre acustiche ed elettriche.”

Il mio consiglio è, se mai doveste trovarvi in quella bellissima zona, di andarlo a trovare e prendervi un caffè mentre vi racconta dei suoi splendidi lavori.

_FDQ0153web

_FDQ0142web

_FDQ0210web

_FDQ0215web

_FDQ0219web

_FDQ0239web

_FDQ0186web

DSC_0953web

DSC_0969web

DSC_0979web

DSC_1005web

DSC_1010web

DSC_1068web

DSC_1056web

 

Annunci

Ivonne & Vittorio [Wedding]

_01web

Non è una location che capita certo tutti i giorni. La Tour Eiffel, Trocadero, la Senna sono stati la cornice di questa splendida giornata. Un matrimonio all’italiana in terra francese. Cosa si può desiderare di più se non la città romantica per eccellenza?

Bando alle ciance, come sempre, vi lascio alle foto.

Au revoir!

collage_01

collage_02web

_FDQ6133web

collage_03web

collage_04web

_FDQ6263web

collage_05web

collage_06web

_FDQ6272web

collage_07web

collage_08web

_FDQ6558web

_FDQ6677web

_FDQ6706web

_FDQ6740web

_FDQ6744web

collage_12web

collage_10web

_FDQ7182web

collage_09web

_FDQ7190web

_FDQ7468web

_FDQ7496web

collage_11web

_FDQ7519web

L’Aquila, 2017.

È da tanto tempo che volevo pubblicare questo post, cercando di trovare le parole giuste per descrivere quello che ho provato, passeggiando (per la prima volta in vita mia, oltre tutto) per il centro de L’Aquila. Sono giunto alla conclusione che non esistano parole adatte, soltanto il silenzio.

Incredibilmente passeggiare per queste vie mi ha provocato una sorta di déjà vu. Ho rivissuto la stessa sensazione di quando da piccolo andavo a trovare il nonno al cimitero. La stessa, identica, sensazione che non provavo da anni. Il silenzio surreale, camminare tra le lapidi a debita distanza “per rispetto”, parlare sussurrando – poi chissà per quale motivo – ti viene spontaneo.

Il silenzio è l’unica parola che può accompagnare queste immagini.

_FDQ0330web

_FDQ0327web

_FDQ0321web

_FDQ0391web

_FDQ0389web

_FDQ0285web

_FDQ0378web

_FDQ0362web

_FDQ0352web

_FDQ0369web

_FDQ0375web

_FDQ0344web

_FDQ0376web

_FDQ0349web

_FDQ0348web

_FDQ0336web

_FDQ0384web

_FDQ0266web

_FDQ0308web

_FDQ0273web

_FDQ0400web

_FDQ0410web

_FDQ0461web

_FDQ0474web

_FDQ0500web

_FDQ0507web

_FDQ0510web

 

 

Angelo & Eleonora [Wedding]

01

Cosa dire di questa splendida giornata? Un matrimonio con poco sfarzo, semplice, accogliente e pieno di sorrisi. Il tutto in una splendida cornice della campagna Ciociara. Angelo ed Eleonora hanno scelto un rito un po’ diverso dalla nostra tradizione, una funzione all’aperto officiata da volti amici, persone che hanno un ruolo importante nelle loro vite, e questo si percepiva dall’aria che si respirava. Spero di aver reso tutto questo osservabile nei miei scatti.
Buona visione ed in alto i calici per Angelo ed Eleonora!

03

04

05

06

07

08

09

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

3435

37

38

39

40

41

4243

44

45

46

47

48

49

50

51

52

53

5455

56

57

58

59

60

61

…e per concludere, non poteva mancare il video! Lo troverete suddiviso in tre parti a questo link: https://vimeo.com/francescodequattro

Buona visione!

2k16

senza-titolo-de-quattro-2016

Avete presente quando uno a inizio anno si fa quella lista di cose che vuole assolutamente fare? Tipo buoni propositi, quelle cose là.

È il due gennaio, tieni ancora gli occhi abbottati ed il cotechino di traverso nello stomaco che ha come unico buon proposito quello di farsi digerire al prossimo capodanno. Sei sul divano con in mano quell’agenda brutta che ogni anno tuo zio ti regala, l’agenda di una banca sconosciuta color anziano e decidi di scriverci sopra.

“BUONI PROPOSITI 2016”

Oh io lo feci, ma la cosa più incredibile è quella di esser riuscito a mettere la spunta su ogni voce della lista. Si, ogni tanto succede, ogni tanto anche una gioia.

È stato un anno importante, quello in cui ho concluso il primo anno di lavoro di Assicuratore ed è andato meglio delle aspettative. Ho fatto progressi incredibili e ci sono ampi margini di miglioramento.

È stato l’anno delle soddisfazioni in ambito fotografico, l’anno in cui sono stato per la prima volta (e non sarà l’unica) in Palestina, esperienza che è rimasta indelebile sulla mia pelle. L’anno in cui ho realizzato un sogno, un libro fotografico del quale vado fiero, grazie alla collaborazione della Graffiti che ormai è la mia seconda casa.

Chiunque sfogli quel libro resta con la bocca spalancata perché si, concedetemi questa sboronata, le foto sono magnifiche.

È stato l’anno in cui ho finalmente preso la patente per la moto, l’anno in cui ho perso 13 chili ed ho iniziato a fare birra fatta in casa e lavorare il cuoio.

L’anno in cui sono cambiato talmente tanto che non mi riconosco, qualche ruga, un pelo bianco.

L’anno di Banksy, del bianco e nero, della Tunisia e dell’analogico.

L’anno dei viaggi in macchina con gli amici, minchia ho fatto almeno 10k chilometri quest’anno.

Che poi proprio a proposito di amici, è stato l’anno in cui ne ho sentito davvero la presenza, l’anno in cui ho consolidato un piccolo ma eccezionale gruppetto di persone con il quale condividere ogni cosa.

L’anno del post-apocalittico e di Mad Max.

Insomma l’anno di grandi soddisfazioni e progetti, tra i quali il più grande, quello di andare a vivere da solo, ma questo finirà su quell’orribile agenda 2017, come buon proposito, perché oh a quanto pare darsi degli obiettivi porta bene.

Sto rileggendo il post e ad un certo punto ho iniziato a leggerlo, anzi cantarlo, con la voce di Max Pezzali.

Vabbè.

Mantra.

apertura.jpg

[…] I mantra sono antiche vibrazioni che hanno un enorme potere benefico su ogni aspetto dell’essere. Questi sono capaci di riequilibrare le energie interne, di creare una felicità profonda e di sbloccare delle situazioni – psichiche e sociali – in cui siamo incarenati.
Etimologicamente mantra significa qualcosa che libera (traya) la mente (manas) da tutto ciò che per noi è indesiderato: stress, paure, attaccamenti morbosi, ignoranza, superficialità, e così via. Una mente placida e rilassata ci consente di vivere la vita appieno. […]

A novembre dello scorso anno ho avuto l’occasione di assistere ad un Mantra in un tempio Induista. Tralasciando ogni aspetto religioso e spirituale che sicuramente non mi compete, posso soltanto confermare il fatto che si tratti di una situazione parecchio suggestiva.

I cuscini atterra, le luci delle candele, il profumo di incenso, i canti ripetitivi, gli strumenti a percussione, i cibi vegetariani e disquisizioni più filosofiche che religiose/dottrinali.

hare kṛiṣhṇa hare kṛiṣhṇa
kṛiṣhṇa kṛiṣhṇa hare hare
hare rāma hare rāma
rāma rāma hare hare

Ma come al solito, preferisco far parlare le foto.

06

02

05

03

08

09

01.entrata

17

16

07

10

11

12

13

14

19

A day in Milan

01_apertura

 

Era veramente tanto che non pubblicavo qualcosa da queste parti. È il momento di riprendere da dove avevo smesso e come si può intuire dal titolo, stavolta non si tratta di Roma.

Forse il titolo può risultare un po’ banale, ma personalmente questo post significa tanto per me. Una giornata, toccata e fuga, in una città a me praticamente sconosciuta. Tutto quindi molto di fretta, questi scatti sono il risultato sguardi lampo e occhiate fugaci, alcuni (molti di questi) li ho fatti mentre continuavo a camminare!

Come se… per un giorno fossi stato Milanese. Perché questa giornata veloce, frenetica, senza nemmeno fermarsi per scattare una foto, è un po’ quello che ho percepito essere lo stile di vita milanese. Sono sbrigativi, pratici, guai a fermarsi un attimo, guai a stare sulla sinistra sulle scale mobili e che mai ti venga in mente di arrivare in ritardo. Sono così, un  po’ l’opposto di noi meridonali, ma vabbè, non siamo qui a fare il solito discorso delle differenze nord-sud. Le differenze sono nella nostra testa, così come i confini.

Io per un giorno sono stato milanese, il giorno dopo sono stato romano. Chissà domani cosa sarò. L’importante è non fermarsi mai, non limitarsi mai ad uno stupido senso di appartenenza.

Ciao!

02

03

04

05

06

07

08

09

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21_chiusura